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Archivio Aprile 2006

I MAGGIO. A FIANCO DEI PRECARI FRANCESI E DEI LATINOS STATUNITENSI

30 Aprile 2006 1 commento


Un Primo Maggio di Lotta!

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I trotzkisti genovesi restano in Rifondazione Comunista

30 Aprile 2006 Commenti chiusi

(Corriere Mercantile, 30/04/06) I trotzkisti genovesi, la sinistra interna di Rifondazione comunista, non seguiranno il leader nazionale della componente, il savonese Marco Ferrando, nei suoi propositi di scissione dal partito (in dissenso con le scelte ?governative? di Rc). Lo annuncia Marco Veruggio, coordinatore regionale della mozione che, all?ultimo congresso provinciale di Rc, l?anno scorso, aveva raccolto il 14,6% dei consensi. ?Il risultato elettorale delle ultime politiche ? spiega Veruggio ? dimostra che Rifondazione Comunista è un punto di riferimento per un?area significativa del paese e lo stesso Bertinotti, nel suo discorso d?insediamento alla presidenza della Camera*, ha riconosciuto i diritti delle opposizioni e delle minoranze. In questa situazione credo che sia anche poco leninista decidere di andarsene dal partito. Noi, quindi, abbiamo deciso di ?scinderci da Ferrando? e, dai segnali che abbiamo non saremo gli unici in Liguria?. La scelta di restare in Rifondazione non significa, ovviamente, condivisione delle scelte della maggioranza e, in particolare, della scelta dell?alleanza con l?Unione e, quindi, dell?ingresso al Governo. ?Il nuovo Governo sarà chiamato soprattutto a un compito di risanamento economico ma ? spiega Veruggio ? una politica di risanamento economico è incompatibile con una politica di sinistra?.

* Si riferisce in realtà a quanto affermato da Bertinotti all?ultimo Comitato Politico Nazionale di Rifondazione. NdR

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Primo maggio: su Resistenze "Il Vangelo secondo precario"

29 Aprile 2006 Commenti chiusi

Questo primo maggio 2006 sarà ancor più degli anni passati una giornata contro il precariato. Il nostro sguardo è concentrato sulla Maiday Parade francese di lunedì, che dopo la vittoriosa lotta contro il Contrat Première Embauche diventa un punto di riferimento europeo nella lotta alla precarietà. Ma c’è un ponte ideale che collega Parigi a Roma. Si chiama cancellazione della Legge 30 ed è uno degli obiettivi centrali su cui ci concentreremo nei prossimi mesi.
Per parte nostra celebriamo in piccolo questa ricorrenza pubblicando il link al film di Stefano Obino “il Vangelo secondo Precario. Storie di ordinaria flessibilità”. Una testimonianza interessante a partire da cui avviare una riflessione. Per vedero clicca sul link nel box in alto a destra.

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Roma, 4 maggio: convegno su ferrovie e relazioni sindacali

27 Aprile 2006 Commenti chiusi

FERROVIE: DA GRANDE AZIENDA, TITOLARE DI UN SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE AL PAESE, AD AVAMPOSTO DELLE PIÙ FEROCI POLITICHE ANTISINDACALI.

Politica, Sindacato, Diritto e Scienza
a confronto sulla deriva autoritaria delle ferrovie
Manifestazione ? dibattito
promossa dall?Assemblea Nazionale dei Ferrovieri

Roma, 4 maggio 2006, ore 10,00
Sala del Sacro Cuore, Via Marsala, 42
(vicino Galleria Stazione Termini)

INTERVENGONO:

Prof. Piergiovanni Alleva Docente di Diritto del Lavoro
Sen. Paolo Brutti Commissione Trasporti ? DS
On. Paolo Cento Commissione Giustizia ? Verdi
Dott. Pietro Curzio Magistrato
On. Oliviero Diliberto Segretario Nazionale P.d.C.I.
On. Alfonso Gianni Responsabile Lavoro P.R.C.
Dott.ssa Laura Marrucci Ricercatrice
Sen. Franca Rame Artista
Prof. Vezio Ruggeri Docente di Psicofisiologia Clinica
Sen. Luigi Zanda Commissione Trasporti ? Margherita

Impedire ai ferrovieri di segnalare carenze di sicurezza e impedire l?attività dei delegati con i licenziamenti serve a governare con la violenza la ristrutturazione, reintrodurre lavorazioni alienanti abbandonate da decenni, sottomettere e ridurre al silenzio i ferrovieri, eludere le leggi sulla sicurezza del lavoro e ingannare il Paese.

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Sciopero selvaggio? Dieci giorni in cella

26 Aprile 2006 Commenti chiusi

(CORRIERE DELLA SERA) New York: in prigione da ieri il leader del sindacato dei trasporti Roger Toussaint, condannato per l’ agitazione che a dicembre ha bloccato la metropoli, raggiunge il carcere attraversando il ponte di Brooklyn alla testa di un corteo

Roger Toussaint, il capo di «Local 100», il sindacato dei trasporti pubblici di New York, è entrato ieri sera nel carcere di Manhattan per scontare un periodo di detenzione di 10 giorni: la condanna inflittagli dalla Corte Suprema dello Stato per aver proclamato, nel dicembre scorso, lo sciopero che paralizzò per 60 ore metropolitana e autobus di New York. Quello di un leader sindacale imprigionato per una violazione della legge sul diritto di sciopero è un scenario pressoché impensabile in Italia, ma non in America, dove c’ è molta più enfasi sul rispetto della legalità, le punizioni sono assai severe e si finisce in prigione anche per reati non gravissimi: nei maggiori Paesi europei i detenuti si calcolano in decine di migliaia, negli Stati Uniti sono due milioni. Ma anche nell’ America delle relazioni sindacali gestite con grande durezza – aziende che tengono le «unions» fuori dai cancelli con le buone o con le cattive e sindacati che, se riescono a ottenere la fiducia di una maggioranza dei lavoratori, conducono battaglie assai aspre, con scioperi che possono durare anche settimane – la vicenda di New York ha aspetti straordinari e potrebbe diventare uno spartiacque per il sindacato americano. Apparentemente Toussaint, che ha passato gli ultimi giorni immerso nella lettura delle Lettere dalla prigione di Birmingham di Martin Luther King, potrebbe divenire un eroe del movimento dei lavoratori. Ieri ha capeggiato una marcia di protesta alla quale hanno partecipato lavoratori di varie categorie e leader sindacali, compreso John Sweeney, il capo dell’ Afl-Cio, la confederazione nazionale dei sindacati: la folla ha attraversato il ponte di Brooklyn, accompagnandolo fino alla porta di «The Tombs», carcere riservato ai detenuti meno pericolosi, dove è stato preso in consegna da secondini il cui sindacato ha promesso a Toussaint un trattamento con i «guanti gialli». Dieci giorni dietro alle sbarre possono far riconquistare al sindacalista – che giudica la sua condanna un atto politico – il consenso perduto. Potrebbero addirittura legare il suo nome ad una battaglia per l’ abrogazione della «legge Taylor» (quella che vieta ai dipendenti pubblici dello Stato di New York di scioperare). In realtà la pena detentiva per Toussaint è solo un aspetto delle sanzioni comminate al sindacato: «Local 100» è stato messo in ginocchio da una multa pesantissima (2,5 milioni di dollari, circa 2 milioni di euro) e, soprattutto, dalla decisione del magistrato di vietargli di raccogliere contributi tra gli iscritti. Una misura che, secondo molti, rischia di portare il sindacato alla bancarotta. Un attacco politico al ruolo delle «unions»? Una tesi un pò difficile da sostenere, visto che il giudice Theodore Jones ha deciso sulla base delle richieste dell’ accusa che è capeggiata da Eliot Spitzer: il popolarissimo «sceriffo di Wall Street» che sta per lasciare la magistratura ed è il candidato democratico alla carica di governatore dello Stato di New York. E l’ Afl-Cio e i sindacati locali non solo alleati del Partito democratico: sono la sua principale macchina elettorale e una importante fonte di finanziamenti. In realtà Toussaint – che è nato a Trinidad 50 anni fa e che ha una storia di battaglie politiche e sindacali sempre su posizioni radicali, prima nell’ isola caraibica, poi negli Usa – ha incastrato il sindacato in una posizione difficilissima. Prima, giocando sul potere di ricatto di un’ organizzazione che ha paralizzato New York in alcuni dei giorni più gelidi dell’ anno, ha perso la simpatia della cittadinanza e ha spinto gli iscritti a sostenere una piattaforma troppo ambiziosa. Poi, costretto a più miti consigli, ha siglato una bozza di intesa che non è riuscito a far digerire ad una base ormai sfuggitagli di mano. A qualche mese di distanza, con la magistratura ormai in azione e la Mta, l’ azienda municipale, che ha chiesto un arbitrato, i dipendenti di bus e metrò sono tornati sui loro passi e, con un nuovo referendum, hanno approvato a larga maggioranza l’ accordo che avevano bocciato qualche mese fa. Ma ormai è tardi: l’ azienda ha chiesto, in base alla legge, un arbitrato che si materializzerà solo tra qualche mese e che certamente sarà «punitivo» per i lavoratori. In particolare rischia di sparire il contributo di 130 milioni di dollari al fondo pensioni, giudicato dal governatore uscente, il repubblicano Pataki, un inaccettabile regalo a chi ha violato la legge. Paradossalmente, Toussaint e i lavoratori della Mta, devono sperare che arrivi proprio Spitzer a salvare il loro fondo pensioni. 3 GIORNI DI SCIOPERO Per la prima volta in 25 anni la metropolitana di New York è stata bloccata fino al 22 dicembre 2005 34.000 MEMBRI DEL SINDACATO Gli iscritti del settore trasporti (Transport Workers Union) sono guidati da Roger Toussaint 1 MILIARDO DI DOLLARI Il costo stimato dei tre giorni di sciopero attuati in dicembre per la città di New York la vicenda L’ ACCUSA Roger Toussaint, leader sindacale dei lavoratori del trasporto pubblico, è stato condannato su richiesta del pm Eliot Spitzer (foto sopra), un democratico CONTRATTO L’ azienda municipale dei trasporti, la Mta, guidata da Peter Kalikow (foto sopra), ha chiesto al tribunale un arbitrato sulla bozza dell’ intesa che Roger Toussaint è riuscito a far «digerire» ai lavoratori solo a fatica
Massimo Gaggi

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Torino: Chiamparino candidato unico

26 Aprile 2006 Commenti chiusi

(articolo di Marco Cedolin) Nel leggere il programma elettorale del ?nuovo? sindaco di Torino Sergio Chiamparino, recentemente sottoscritto anche da Rifondazione Comunista e dai Verdi la prima sensazione che traspare è quella di trovarsi di fronte ad un testo assolutamente privo di qualsiasi idea che possa anche vagamente essere riconducibile ad un pensiero di sinistra.
Non a caso il centro ? destra sta incontrando soverchie difficoltà nel proporre un candidato ed un programma alternativo a quello di Chiamparino che ricalca con precisione certosina tutti gli intendimenti che dovrebbero essere appannaggio della destra liberista.
Ma entriamo nel dettaglio e vediamo i punti salienti di un programma che è stato in grado di agglutinare intorno a sé tutta la sinistra torinese.

Dopo i ringraziamenti di rito a tutti coloro che hanno contribuito allo scempio economico ed ambientale compiuto nel nome delle Olimpiadi Invernali e volto a rimpinguare le tasche di una società privata quale il Toroc, il testo passa a descrivere quale mirabolante meraviglia sia la nuova linea metropolitana e come i cantieri olimpici e del metrò siano riusciti a creare nuova occupazione in città. Peccato che a questo riguardo uno studio compiuto dalla CGIL abbia constatato che solo l?11% degli appalti olimpici sono stati affidati a società locali.

La crisi economica di Torino viene poi ricondotta ad un presunto divario strutturale della stessa città (senza menzionare i termini di confronto di questo presunto divario) che secondo le illuminate parole di Chiamparino ?ha a lungo sofferto del fatto di non essere inserita nei principali assi di comunicazione? (senza fare parola riguardo a quali fantomatici assi ci si stia riferendo).
Si esalta la ?modernizzazione strutturale? partendo dai collegamenti ad Alta Capacità con Milano, con la Francia (Torino Lione) e con Genova (Terzo Valico).
Riguardo alla Torino ? Lione se ne ribadisce la strategicità, connessa a quella del fantomatico Corridoio 5, si fa riferimento al collegamento di Corso Marche (fino ad oggi vero e proprio progetto fantasma) si fantastica di un improbabile arrivo dei treni ad Alta Velocità nella stazione di Porta Susa e si attribuisce al progetto TAV il merito di ridurre il traffico della tangenziale (come?) e di riqualificare l?area ovest della città (a questo proposito ho riletto almeno 3 volte e c?è scritto veramente ?riqualificare?).
Le decisioni riguardanti l?intero progetto Torino ? Lione vengono comunque demandate all?Osservatorio istituito da Palazzo Chigi, deputato a valutare le ?compatibilità ambientali ed economiche dell?opera? e non l?opportunità di costruire l?opera stessa. Tale Osservatorio deciderà se vi sono ragioni per cui si consiglia una ?revisione? del progetto o se i lavori possono essere avviati con eventuali modifiche. L?ipotesi che l?opera possa non venire costruita non è dunque neppure presa in considerazione.

Ci si vanta dell?operazione, portata avanti insieme con Regione e Provincia, che ha portato ad acquisire 300.000 mq. di aree a Mirafiori e 600.000 mq al Campo Volo di Collegno, dando una patente di liceità all?ennesima sovvenzione pubblica elargita al Gruppo Fiat, attingendo dalle tasche del contribuente.
Si favoleggia di ?filiere produttive? quanto di un impalpabile ?rilancio industriale del terziario? tutte cose che a Torino non si riescono neppure ad immaginare con l?ausilio della più fervida fantasia.

Seguono amenità varie sulla storia della città, fino a tornare a dissertare delle Olimpiadi e dell?orgoglio della nostra ?torinesità? che, per quanto possa ritenersi immagine suggestiva risulta invero ipocalorica e poco adatta a riempire il desco di tutti i torinesi che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Anche se comprendo bene che quella delle ?famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese? sia stata un?immagine pregnante deputata a campeggiare solo sui manifesti elettorali e destinata a cadere nel dimenticatoio dopo la chiusura delle urne.

Si parla di transizione dalla ?Città ? Fabbrica alla Città ? Comunità di attività e persone? dimenticando di entrare nel merito delle attività lavorative (lui le chiama opportunità) che dovranno prospettarsi alle persone ormai private della fabbrica. Operatori di call center? Portatori di pizze a domicilio? Volantinatori? Distributori di elenchi telefonici? Consulenti finanziari? Promoters? Eterni apprendisti? Precari a progetto?

Si promette d?investire nelle ?attività con forti contenuti di ricerca e servizi avanzati? come l?automotive, l?aerospazio, (nuove sovvenzioni al gruppo Fiat) il design, il multimediale, le biotecnologie, la meccanica strumentale, senza tener conto che tali attività hanno debolissime ricadute in termini di ritorno occupazionale, mentre l?incremento dell?occupazione dovrebbe essere un obiettivo prioritario di qualunque amministrazione.

Si prospetta la revisione del piano regolatore, nell?ottica di ?favorire lo sviluppo di piani di riqualificazione adatti alle nuove esigenze della vita contemporanea? e al di là delle riflessioni su quali possano essere queste nuove esigenze, emerge la volontà di costruire un trampolino per innumerevoli attività di speculazione edilizia. Per entrare nel merito delle operazioni che vengono ventilate fra Passante Ferroviario e varie Spine della città ci vorrebbe un libro intero e forse non basterebbe ancora.

Nel novero delle buone intenzioni spicca anche l?ambizioso traguardo di raggiungere entro il 2011 i 4 milioni di turisti/anno, ma gli strumenti attraverso i quali raggiungere questo obiettivo (fiere e congressi) appaiono alquanto sottodimensionati ed il turismo poco si confà ad una città trasformata in un immenso cantiere a cielo aperto.
Il potenziamento del commercio attraverso l?attuazione del ?Piano dei mercati? i ?progetti di formazione dei commercianti? la riscoperta dei negozi e delle botteghe storiche ed altre amenità sui generis, non tengono conto dell?egemonia ormai incontrastata che ha assunto la grande distribuzione e del trattamento di favore che l?amministrazione deputa da sempre alla proliferazione e crescita dei grandi centri commerciali.

Nel paragrafo dedicato al ?Lavoro e al Capitale Umano? (termine usato quando si ha paura di chiamare i lavoratori con il loro vero nome) si parte con il panegirico della ?formazione? quale unico strumento in grado di coniugare lo sviluppo economico e l?inclusione sociale. L?unico obiettivo sembra quello d?innalzare il livello medio d?istruzione della popolazione giovanile (Moratti docet) essendo da ricercarsi nel deterioramento delle competenze la causa della disoccupazione. Purtroppo le cause della disoccupazione sono da ricercarsi nel deterioramento del mondo del lavoro, nella flessibilità esasperata, nella delocalizzazione delle imprese nostrane e non nel decadimento delle competenze, ma il buon Chiamparino finge di essere totalmente all?oscuro della realtà.
Il resto del capitolo è un vero e proprio inno al lavoro flessibile, al mercato dell?interinale ed alle varie sfaccettature di quell?abominio socio/culturale che è rappresentato dalla legge 30.

Tornando ai trasporti si prospetta poi entro il 2010 il completamento del Passante Ferroviario e il passaggio dello stesso sotto la Dora, il proseguimento dei lavori della metropolitana, un improbabile sviluppo dell?aeroporto di Caselle e l?innata propensione ad investire risorse unicamente nel cemento e nel tondino.
Si prospettano investimenti anche nell?ambito dei Grandi Eventi e della cultura, anche se il concetto di ?cultura? che appartiene al buon Chiamparino è a dir poco alquanto singolare. Anche in questo caso infatti la ?cultura? si rivela quella del cemento e del tondino, perseguendo l?edificazione di infrastrutture deputate ad ospitare musei e quant?altro, più che la qualità di ciò che dovrà ?riempire? le nuove infrastrutture. Sempre in questo ambito sarà inoltre necessario trovare una destinazione d?uso per i vari palazzetti edificati senza parsimonia alcuna in occasione dell?evento olimpico che oggi rischiano di palesarsi quali monumenti all?inutilità.

Il Capitolo più ?comico? è quello dedicato all?ambiente, dove arrampicandosi sugli specchi si cerca di conciliare ciò che non è assolutamente conciliabile. Un cantiere a cielo aperto non sarà mai funzionale alla qualità della vita dei cittadini, ma si fa di tutto per negare questa lapalissiana evidenza.
Si prospettano monitoraggi dell?inquinamento elettromagnetico, si esaltano le virtù del teleriscaldamento, si ventilano nuove norme edilizie in materia energetica, si pretende di diminuire il problema rifiuti attraverso la raccolta differenziata (e non affrontandolo dove esso s?ingenera, attraverso il riciclo, gli incentivi agli imballaggi riutilizzabili, la razionalizzazione dei consumi).
Si tributano virtù miracolistiche al nuovo termovalorizzatore, senza fare menzione del carico di diossina e metalli pesanti che a causa di questa scelta ricadranno sul territorio circostante.
Viene prospettata la creazione di 8 milioni di mq. di aree verdi nei prossimi 10 anni, dimenticando di citare quanti milioni di mq di aree verdi verranno distrutte dal cemento nello stesso periodo.

Segue anche un paragrafo nel quale si spiega dettagliamene cosa significa ?qualità della vita? e come detta qualità dipenda da ?un modello di welfare che faccia lavorare in rete i vari attori locali, ricercando una sintesi fra sussidiarietà verticale e sussidiarietà orizzontale, attraverso strumenti di programmazione partecipata?.
Non chiedetemi il senso esplicitato da questa frase e da altre sui generis che la seguono nel programma, credo semplicemente che ad un certo punto l?estensore dello stesso si sia trovato in difficoltà per mancanza di argomenti ed abbia inteso allungare il brodo attraverso veri e propri esercizi sillabici arzigogolati e belli a vedersi ma drammaticamente privi di qualunque contenuto.

Dopo alcuni cenni dedicati al problema dei senzatetto, ai disabili e agli extracomunitari, dopo aver promesso ai ?cittadini di domani? (bambini di oggi) un vero e proprio eldorado fatto di asili efficienti a basso costo, impianti sportivi di ogni genere e foggia e magari pure un lavoro interinale quando ne avranno l?età, si passa ad affrontare anche il tema della sicurezza che si limita a ripetere pedissequamente le frasi che sentiamo ogni giorno al telegiornale.

Se non fosse per comprensibili esigenze di ?partito? credo che ogni politico di centro ? destra sarebbe felice di votare un programma di questo tipo e nominare Sergio Chiamparino quale ?candidato unico? a sindaco di Torino, dal momento che egli è riuscito ad interpretare il pensiero tanto caro alla Casa della libertà ed alla grande imprenditoria meglio di chiunque altro.

Riferimenti: da Il Pane e le Rose

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Giampolo: il Baget Bozzo di Romano Prodi

24 Aprile 2006 2 commenti


Il furore iconoclasta con cui ogni settimana il livoroso Giampolo Pansa attacca Fausto Bertinotti (e Rifondazione Comunista) dalle colonne della sua rubrica su L?espresso mi sembra francamente esagerato. Senza sgarrare una settimana Bertinotti – o il ?parolaio rosso? come lo chiama lui – viene presentato come il redivivo Attila di una galassia antagonista in cui Pansa fa confluire tutti quelli con cui lui non è d?accordo – dai black bloc ad Antonio di Pietro. Un?orda che ogni giorno mette a ferro e fuoco le sane pianticelle riformiste che germogliano nella penisola minacciando che, una volta passata lei, non cresca più l?erba. Pansa – come Berlusconi – vede il pericolo bolscevico annidarsi dietro ogni angolo e propone come rimedio un Prodi in versione ?caimano? per ristabilire ordine e disciplina, il che – visto l?andamento della campagna elettorale e aldilà delle valutazioni politiche di merito – mi sembra poco credibile (salvo ricorrere al doping). E poi si preoccupa, si preoccupa terribilmente. E? più preoccupato lui di quella presunta e dilagante orda rossa piombata sul nostro paese di quanto non lo siano Montezemolo, Ratzinger e l?Economist messi insieme. Ci viene un dubbio e cioè che il buon Giampolo ci metta del personale. Non trovo altra spiegazione a tutto questo rodersi, eccessivo, persino un po? morboso. Al punto di chiedersi se Pansa non faccia un po? come quei fustigatori dei costumi che condannano un peccato con lo stesso vigore con cui desidererebbero commetterlo. Del resto che nel nostro si celi un fondo di cattolicesimo autoflagellatorio, savonaroliano e un po? pruriginoso lo si capiva dai personaggi dei suoi romanzi: la bambina dalle mani sporche, il bambino che guardava le donne. Mi permetto – da non addetto ai lavori della psichiatria – di formulare una modesta proposta di diagnosi. Giampolo in fin dei conti è proprio così: un bambino con gli occhiali spessi che sbircia la politica mescolando desideri e repulsioni e che si sporca le mani dicendo quello che i politici non si sentono di dire, ma dai politici non riceve la giusta gratificazione per questa sua missione perché poi – in fin dei conti – anche loro lo considerano un rompicoglioni. Nel qual caso dopo la diagnosi azzardiamo una terapia. Che consiste nel compiere il classico gesto liberatorio. Si vesta di nero, indossi un passamontagna e sfasci una vetrina o dia fuoco a un bancomat. E vedrà che si sentirà subito meglio, meno livido e meno attirato dal buco della serratura della politica. E respirerà a pieni polmoni pensando che se non ci fossero Bertinotti e Pecoraro lui cosa scriverebbe tutte le settimane? E? ovviamente un consiglio che ha un valore semplicemente terapeutico e non contiene alcuna indicazione di metodo politico (per carità!). E in ogni caso poiché il ristabilimento di una giusta dose di serenità in un opinion maker del calibro di Pansa è senz?altro una valida causa, umana prima ancora che politica, credo che Rifondazione Comunista accetterebbe di buon grado di contribuire a pagare i danni al malcapitato negoziante o alla banca (magari facendo ?alla romana? con Carlo De Benedetti).

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Diano Marina (Imperia): prove tecniche di coalizione (grande)

23 Aprile 2006 1 commento

“Ds-Carroccio-An alleati in Liguria. Una piccola-grande coalizione si profila in Liguria. Unione, Lega Nord e An correranno assieme alle prossime elezioni comunali di Diano Marina contro Forza Italia. I tre partiti, appoggiati dalla lista «Diano Indipendente», dall’Associazione Dianesi Indipendenti e da Federalberghi, sono confluiti nella lista civica «Nuova Diano», che vede come candidato sindaco l’imprenditore edile Cristiano Za Garibaldi, indipendente con un passato in Forza Italia. «Questo singolare connubio tra centrodestra e centrosinistra ? dicono i promotori – nasce da un sentimento comune che è quello di riportare Diano ai livelli di un tempo». Forza Italia polemizza e si prepara alla battaglia.”

da Il giornale, 15 aprile 2006

La notizia riportata da Il Giornale a altri quotidiani non sconvolge. E? il grande tema del giorno della politica italiana. Non lasciamoci fuorviare dalle smentite. Moltissimi oggi respingono la proposta lanciata da Berlusconi di un governo di larghe intese esattamente come due settimane fa molti elettori, usciti dai seggi e intervistati dai sondaggisti, negavano di aver votato per il centrodestra. Se vogliamo evitare di farci cogliere un?altra volta impreparati sarà bene prendere le dichiarazioni di molti esponenti politici con le pinze. E magari ricordare coma già nel recente passato cittadine come Sanremo e Chiavari abbiano rappresentato un laboratorio politico per un centrosinistra disposto a qualsiasi cosa pur di rincorrere la destra sul proprio terreno alla ricerca del consenso tra i moderati e per settori sociali tradizionalmente collocati a destra ma pronti a riciclarsi pur di rimanere protagonisti.

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Aderisci all’appello de L’Humanité: "Amnistia per i giovani anti-Cpe!"

21 Aprile 2006 Commenti chiusi


No all?accanimento repressivo !
Amnistia per i giovani anti-Cpe

Per due mesi il nostro paese ha conosciuto una mobilitazione eccezionale per ottenere il ritiro del Cpe. Milioni di studenti medi, universitari, lavoratori dipendenti impegnati in questo movimento hanno finalmente ottenuto una vittoria. Ebbene migliaia di giovani, denunciati a causa delle manifestazioni di queste ultime settimane, senza che nessuna delle loro azioni possa essere assimilata a un comportamento da ?casseur?, sono agli arresti per ordine dei tribunali. Questo accanimento repressivo è tanto più inammissibile in quanto abbondano esempi che rivelano l?ingiustizia e l?arbitrio di questi arresti e della maggior parte di queste condanne. Adesso che il Cpe è stato sconfitto sarebbe totalmente incomprensibile se il potere continuasse a voler far pagare la propria sconfitta ai giovani impegnati in questo movimento. Noi chiediamo che vengano fermate tutte le persecuzioni in corso nei confronti dei giovani anti-Cpe e l?amnistia per le pene già pronunciate nei loro confronti.

Primi firmatari: : Cédric Clérin (MJC), Razzye Hammadi (MJS), Bruno Julliard (UNEF), Tristan Rouquier (FIDL), Karl Stoeckel (UNL), Patrick Le Hyaric (direttore de l’Humanité), Pierre Laurent (capo redattore de l’Humanité), Nicole Borvo (senatrice, PCF), Jean-Pierre Dubois (Presidente della Lega per i Diritti dell?Uomo), Maryse Dumas (CGT), Frédéric Dutoit (deputato, PCF), Fondation Abbé-Pierre,Henri Leclerc (avvocato, Presidente onorario della Lega per i Diritti dell?Uomo), Dominique Noguères (avvocato), Irène Terrel (avvocato), Michel Toubiana (Presidente onorario della Lega per i Diritti dell?Uomo)Jean-Jacques de Felice (avvocato), Mouloud Aounit (MRAP), Jean-Claude Amara (Droits devant), Jean-Baptiste Eyraud (DAL), Charles Hoarau (comitato dissocupati, CGT Bouches-du-Rhône).

Per sottoscrivere l’appello: http://www.humanite.fr/petition/meta828136

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Unione Inquilini chiede moratoria sugli sfratti

19 Aprile 2006 1 commento

COMUNICATO STAMPA

CASA/SFRATTI: ? CHIEDIAMO AI SINDACI DI EMANARE UNA ORDINANZA DI MORATORIA TEMPORANEA DEGLI SFRATTI. E? UNA NECESSITA? E LO POSSONO FARE SULLA BASE DELL?ORDINANZA DEL TAR DEL LAZIO DEL 22 GIUGNO 2005? LETTERA DELLA SEGRETERIA NAZIONALE DELL?UNIONE INQUILINI AL PRESIDENTE DELL?ANCI LEONARDO DOMENICI

Di seguito inviamo il testo integrale della lettera inviata oggi al Presidente dell?Anci Leonardo Domenici, da parte della Segreteria Nazionale dell?Unione Inquilini con la quale si chiede ai Sindaci di emanare ordinanza contigibili, urgenti e temporanee di moratoria delle esecuzioni di sfratto.
La lettera è firmata, a nome dell?intera Segreteria Nazionale, dal Segretario Nazionale dell?Unione Inquilini Vincenzo Simoni :
Segue testo lettera al Presidente dell?Anci :

?proposta di moratoria degli sfratti?

In una situazione torbida davanti ai due schieramenti s?allarga una ?terra di nessuno?. Siamo anche noi tra i milioni di ?nessuno? esposti ai colpi dei cecchini. Siamo tra i fuori mercato
Di nuovo gli sfratti.
Nessuna violenza ? salvo l?omicidio e solo fino ad un certo punto – è pari alla procedura che porta alla estirpazione di una famiglia dalla sua casa con l?orrore dello schieramento tecnico dei fabbri, medici legali e poliziotti, che sostengono le carte legali dell?avvocato e dell?ufficiale giudiziario.
In queste settimane si rischia addirittura il peggio: la distrazione dei politici potrebbe coinvolgere anche gli amministratori mentre si fronteggiano due ?società?: quella delle forze dell?ordine e i volontari dei presidi antisfratto. Che può succedere? Preferiamo non dover registrate tra qualche giorno una serie di atti repressivi con gente spintonata e trascinata via o peggio. Si innescherebbe una inevitabile e più ampia reazione sociale.
Premesso che
in solo tre città, Milano, Roma e Napoli, è attivata una limitatissima sospensione delle esecuzioni, che in tutte le altre si procede sulla base di elenchi redatti dalle Corti d?Appello, e che non funzionano da nessuna parte commissioni analoghe a quelle prefettizie;
proponiamo
che i Sindaci emanino loro ordinanze per una immediata moratoria delle esecuzione degli sfratti.
L?ordinanza, con valenza temporanea, raccordata alla assunzione da parte di un nuovo governo di una posizione aggiornata anche su questa questione sociale, è legittimata dalla sentenza del TAR del Lazio n. 3379/2005 del 22 giugno 2005 che recita testualmente che tale materia è ?riservata alla competenza del Sindaco ai sensi dell?art. 54 comma 2 del D. Leg. N. 207/2000?.
Le chiediamo di assumere una iniziativa tempestiva e conforme all?urgenza della questione.?

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