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Archivio Novembre 2007

(Il Manifesto) Fincantieri. Intervista a S. Bianchi (Fiom)

29 Novembre 2007 Commenti chiusi

Il premier apre sulla quotazione del 49% dell’azienda. Bypassando il Parlamento, come anche la crisi nera delle Borse mondiali. Intervista a Sandro Bianchi (Fiom)
Prodi vuole svendere il gioiello Fincantieri
Sara Farolfi

«Per crescere, Fincantieri deve andare in Borsa». Le parole pronunciate sabato dal premier Prodi aprono inevitabilmente un nuovo fronte nella vicenda. Non soltanto perchè, nota Sandro Bianchi, segretario nazionale Fiom, «in questo modo il premier scavalca la decisione del parlamento di ottenere prima il consenso dei sindacati sul piano industriale». Ma anche perchè, «Prodi sembra ignorare la gravissima crisi finanziaria che scuote le Borse mondiali». Di quotare in Borsa un vero gioiello del made in Italy (in mani pubbliche per giunta), si parla ormai da un paio di anni. Oggi, a fronte di un fatto nuovo: l’ingresso (al 39,2%) di una società coreana nel capitale di Aker Yards, colosso europeo secondo solo a Fincantieri nel mercato delle navi da crociera. La "minaccia Far East" è diventata così il nuovo fronte per le "ragioni" della quotazione. «Il pericolo che l’intera cantieristica europea venga destabilizzata è assolutamente concreto – dice Bianchi – Ma il caso Aker va studiato come un libro, perchè è la dimostrazione del fatto che Fincantieri non va quotata».
Dici cioè che la vicenda Aker dimostra l’esatto contrario da quanto sostenuto dall’ad Bono e da Prodi?
Aker è l’unico gruppo europeo quotato in Borsa, è grande oltre due volte Fincantieri ma ha una redditività bassa, al 2%. Alla fine della scorsa primavera è stata venduto, la proprietà si è frantumata – con il vecchio gruppo di controllo al 4% – e alcune settimane più tardi, all’annuncio di una contrazione dei profitti, per ragioni del tutto fisiologiche, il titolo in Borsa ha perso il 37% nel giro di due giorni. Questa è la situazione che ha permesso, a ottobre, l’ingresso dei coreani. E questa è anche la dimostrazione che Fincantieri in Borsa non ci deve andare. Non contesto la serietà del pericolo "coreano" di destabilizzazione per l’intera cantieristica europea, proprio per questo però non si possono ripetere gli errori. Fincantieri deve alzare le difese, concentrarsi nel core business, e a questo proposito va ricordato che sullo stabilimento di motori di Bari, già in cassa integrazione, si chiede un’ulteriore riduzione di personale.
Fino a poco tempo fa la discussione verteva sulla valutazione se Fincantieri fosse o no un’azienda adatta alla Borsa, oggi aggiungi che c’è anche un contesto del tutto diverso di cui tenere conto…
La cantieristica navale è un settore a bassa redditività, ad alto rischio e dai lunghi cicli, per ciò stesso non compatibile con le dinamiche della Borsa. Oggi, in più, la situazione completamente nuova. Le Borse mondiali versano in crisi profonda, Piazza Affari ha perso quest’anno il 10%, e l’anno prossimo dicono sarà anche peggio. Come si fa a prendere una decisione di questa portata senza tenerne conto?
All’azienda, si dice, serve liquidità…
Abbiamo dimostrato nel "libro bianco" che un fabbisogno di 800 miliardi di euro è finanziabile senza la Borsa. Lo stesso amministratore delegato ci ha dato ragione, poi ha alzato la posta, parlando di un fabbisogno di 1600 miliardi. La verità è che di numeri veri non ce ne sono.
Fim e Uilm sono d’accordo con la quotazione e dicono che, collocando solo il 49%, non si tratterebbe di una privatizzazione.
Va detto intanto che il 72% dei lavoratori, molti di più di quanti ne rappresenti la Fiom, ha firmato l’appello contro la quotazione. La garanzia del controllo statale non sta in piedi e paradossalmente, collocando il 49%, si rischia persino una svendita: se non è contendibile, un’azienda vale meno.
Cosa chiedete dunque al governo?
Ribadiamo la richiesta di convocazione, e chiediamo il rispetto per quanto stabilito dal parlamento. In Francia i 5 sindacati hanno indetto uno sciopero comune per chiedere al governo di ricomprare Aker France, e noi andiamo in direzione opposta?

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Assemblea di Firenze. rassegna stampa

28 Novembre 2007 Commenti chiusi
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Moratoria sul Dal Molin. Il movimento chiede coerenza alla cosa rossa

27 Novembre 2007 Commenti chiusi
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Firenze. 300 contro il governismo e la “cosa rossa”

27 Novembre 2007 Commenti chiusi
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Fincantieri. Fiom e Prc Liguria rispondono a Prodi

26 Novembre 2007 Commenti chiusi

Comunicato sindacale

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Genova. Delogu (Pdci) e Veruggio (Prc) sulle aziende pubbliche

23 Novembre 2007 Commenti chiusi
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No Dal Molin in “trasferta” a Firenze

23 Novembre 2007 Commenti chiusi
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Congresso Prc. Dibattito sull’Appello di Firenze

22 Novembre 2007 Commenti chiusi
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(Manifesto) Cosa Rossa. Se ci sei batti un colpo…

20 Novembre 2007 Commenti chiusi

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La Cosa rossa, chi l’ha vista?
Alessandro Robecchi

Facciamo il punto sulle ricerche della Cosa Rossa, scomparsa prima ancora di apparire. Ringraziamo per la collaborazione le unità cinofile della Guardia di Finanza e la trasmissione Chi l’ha visto?
Dragato il Tevere. Il timore che la Cosa Rossa sia scivolata da un argine mentre rientrava a casa ubriaca è emersa da varie ma confuse testimonianze. I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno dragato un lungo tratto del Tevere, ma non è emerso alcun disegno unitario delle forze della sinistra radicale.
Sotto la slavina. Si sono interrotte causa maltempo le ricerche degli escursionisti travolti da una gigantesca slavina di neve sul Cervino. Il timore che sotto il muro ghiacciato fosse finita anche la Cosa Rossa, misteriosamente sparita da mesi, ha allarmato le squadre di soccorso, ma due sciatori svizzeri, testimoni della tragedia, hanno escluso questa possibilità.
Molte segnalazioni. Non è facile valutare la credibilità delle segnalazioni. Secondo una telefonata anonima alla Fiom, una signora di Roma avrebbe visto la Cosa Rossa in città: dormiva all’aperto nei pressi della stazione Termini, ma le ricerche non hanno dato esito e la pista è stata abbandonata.
Mangiata dal lupo. La Forestale del Parco Nazionale dell’Abruzzo indaga. Secondo alcune indiscrezioni, la Cosa Rossa sarebbe andata a portare il pranzo alla nonna, mansione prevista dal programma unitario di sostegno alle fasce più deboli della popolazione, e sarebbe stata assalita da un lupo durante il tragitto. Per ora non ci sono riscontri. La settimana, insomma, non ha portato indizi confortanti. Ma le ricerche non si fermano. Parenti, amici, sostenitori, semplici simpatizzanti pregano ogni giorno che la Cosa Rossa venga ritrovata e torni alla sua vita di sempre e all’affetto dei suoi cari. Lo speriamo tanto anche noi, anche se lo scoramento è sempre in agguato.

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Manifestazione di Genova. Il volantino di Controcorrente

17 Novembre 2007 1 commento
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