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Archivio Ottobre 2009

(Manifesto) Congresso CGIL. Decolla il documento alternativo

27 Ottobre 2009 Commenti chiusi
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Don Verzè: Votate Nichi. E’ santo come Silvio

24 Ottobre 2009 Commenti chiusi
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Caro Tremonti, un marxista La invita a Genova a parlare di precariato

23 Ottobre 2009 Commenti chiusi
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Poste. Lavoratori italiani e inglesi contro la liberalizzazione

21 Ottobre 2009 Commenti chiusi
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CC della FIOM chiede a FIM UILM il referendum

21 Ottobre 2009 Commenti chiusi
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Operai ILVA contro l’accordo separato. Album fotografico

19 Ottobre 2009 Commenti chiusi
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(Liberazione) Elezioni regionali. Rifondazione Comunista discute

19 Ottobre 2009 Commenti chiusi

L’appuntamento delle elezioni 2010
Lavoro, questione morale
ambiente, beni comuni
e lotta al bipolarismo

Ettore Colombo
Le prossime elezioni regionali, quelle che si terranno a marzo del 2010, saranno elezioni dal carattere dichiaratamente "nazionale". Non solo per l’entità e il numero di enti locali che andranno al voto (10 mila comuni, le Province sarde, di Viterbo e Caserta, 16 regioni "ordinarie" su 21), ma anche perché saranno, di fatto, un grande "referendum" pro o contro Berlusconi. Evidente, dunque, che, anche e soprattutto "a sinistra" se ne voglia discutere tanto, presto e bene. E così, intanto che le "messe a punto" per dar vita alla Federazione della sinistra d’alternativa continuano alacremente e che qualche barlume di rinsavimento si nota persino in S&L anche per le prossime elezioni regionali conviene scaldare subito i motori. Rifondazione comunista ne ha discusso per un’intera, l’ultima, Direzione. A mettere i piedi nel piatto, con un’ampia relazione e le conclusioni finali – conclusioni che il segretario Ferrero ha sposato in toto – è stato Gianluigi Pegolo, esponente della Segreteria nazionale e, soprattutto, responsabile dell’area Democrazia e Istituzioni, dipartimento che – grazie al contributo del responsabile Enti Locali Raffaele Tecce e del compagno Marcello Notarfonso – non ha smesso un’ora di monitorare la situazione. Pegolo ha spiegato come sia necessario evitare sia Scilla (presentarsi ovunque da soli, con alte probabilità di flop) che Cariddi (forzare le situazioni locali e puntare a un accordo purchessia, con il centrosinistra), nel dibattito che si dovrà svolgere nei vari regionali. Naturalmente, ha spiegato Pegolo, tutte le scelte andranno «fortemente condivise tra Direzione nazionale e comitati regionali: il quadro è un rapporto franco». Si parte dal 3,4% preso dalla Lista comunista e anticapitalista alle ultime elezioni europee, ma dobbiamo fare i conti con una serie di sbarramenti – sia che si stia dentro sia che si stia fuori, dalle coalizioni di centrosinistra – che mediamente si aggira sul 4% (in Puglia e Toscana, in Lombardia è al 3) e con un progetto di legge, quello Calderoli, a oggi fermo in commissione Affari costituzionali ma pronto a riprendere celermente il suo ripido corso ed imporre l’ennesima tagliola "anti-sinistra" sempre colla soglia del 4%.
Centrali e discriminanti sono – per Pegolo – tre punti per poter addivenire a qualsivoglia forma di alleanza, con il centro-sinistra: la questione morale – "questione" che non può riguardare solo eventuali avvisi di garanzia in corso o in arrivo per candidati presidenti e assessori, ma più in generale la moralità pubblica e privata degli stessi; la lotta al bipolarismo, che non può solo essere declamata ma che deve prevedere la lotta alla possibilità di venire letteralmente "cancellati" dal quadro delle autonomie locali, fatto che porrebbe in crisi irreversibile non solo il progetto di Federazione ma anche la stessa sopravvivenza fisica del partito. Infine, i necessari «vincoli programmatici, i quali non sono affatto da vedere come un escamotage, ma come un punto centrale della nostra azione politica, specialmente in relazione a questioni cruciali per l’azione politica del Prc». «La lotta per uscire "a sinistra" dalla crisi, la questione del lavoro, del salario e degli ammortizzatori sociali cui anche gli enti locali possono dare le loro risposte e fornire i loro aiuti, i rapporti di forza all’interno della conferenza Stato-regione, contropoteri del governo da non sottovalutare, l’azione – ha enucleato i punti Pegolo – che deve tornare ad essere ficcante incisiva a favore di sanità pubblica, da rilanciare e rivalorizzare, della lotta al nucleare e per un ambiente sano e pulito, la lotta per una decisa ri-pubblicizzazione di beni "comuni" come l’acqua, l’aria e alcuni servizi pubblici essenziali (trasporti, energia) che devono essere, nei programmi, siano di sinistra o centro-sinistra, pubblici o ri-pubblicizzati».
La "questione morale", si diceva. Che tocca molti degli interventi che si susseguono nel dibattito (la sollevano Imma Barbarossa per la Puglia, Tommaso Sodano per la Campania e molti altri) e che sia Pegolo nelle conclusioni che Ferrero nella sua breve replica finale intendono, e con forza, "in senso lato". E cioè non soltanto come avvisi di garanzia in essere o in arrivo, per i candidati presidenti e assessori, ma anche in relazione a «figure politiche in qualsiasi modo compromesse», nelle diverse regioni. Senza girarci troppo intorno, il segretario nazionale cita espressamente il caso della Calabria, rispetto al quale è sempre stato contrario al re-ingresso che il Prc locale ha deciso di fare, all’interno della giunta Loiero, ma il pensiero corre anche, e facilmente, anche ai casi Puglia e Campania, dove un centrosinistra fin troppo compromesso vuole replicare se stesso.
A latere del dibattito, o meglio dentro di esso, va registrato anche un ordine del giorno presentato da Marco Veruggio (ex III mozione, oggi "Controcorrente") che chiede un referendum tra gli iscritti al partito sulle scelte e le alleanze, in vista delle regionali, odg che ottiene quattro voti (tra cui i due esponenti di Falce e Martello e quello di Ramon Mantovani, che dal palco "tuona" sia sulla questione morale che sull’alternativa al Pd) favorevoli e tutti gli altri contrari. Non è il momento, questo, infatti, per ennesime conte para-congressuale: troppo gravi sono i guai del presente.

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(L’Unità) Metalmeccanici. Il PD tace…

17 Ottobre 2009 Commenti chiusi

Quel silenzio fastidioso dei candidati del Pd
di Rinaldo Gianola

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Veruggio: sulle alleanze alle regionali un referendum. Ferrero dice no

17 Ottobre 2009 Commenti chiusi
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Metaleccanici. Il peggior contratto della storia. Scioperi spontanei di protesta

15 Ottobre 2009 Commenti chiusi
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