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Archivio Dicembre 2009

(Agenfax). Viareggio. Prende fuoco lo stesso treno esploso a giugno

31 Dicembre 2009 Commenti chiusi
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Iran. La Resistenza teme strategia della tensione

31 Dicembre 2009 Commenti chiusi
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Iran. Polizia attaccata. La sinistra italiana tace (tanto per cambiare)

28 Dicembre 2009 Commenti chiusi
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Ferrero: sì a Casini pur di battere Berlusconi

22 Dicembre 2009 Commenti chiusi
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Iran. Scomparso Montazeri. Un commento di Alì Ghaderi

22 Dicembre 2009 Commenti chiusi
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(Il SecoloXIX) Le elezioni regionali tra spot e intrecci, di M. Veruggio

22 Dicembre 2009 Commenti chiusi
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Diliberto fa lezione di proprietà privata ai cinesi

20 Dicembre 2009 Commenti chiusi
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(Il Manifesto) Fincantieri. Finita l’occupazione ma la lotta continua

20 Dicembre 2009 1 commento

di Alessandra Fava – GENOVA
FINCANTIERI – A Genova fine dell’occupazione dopo 5 giorni, ma senza vittoria
«Difendiamo il cantiere»

Il premio limitato a 300 euro. In agitazione Sestri e Ancona
L’occupazione del cantiere navale Fincantieri di Sestri Ponente, al centro delle proteste dopo la revoca del premio d’efficienza previsto da un accordo sindacale firmato solo lo scorso luglio, è finita al quinto giorno. L’unico risultato economico è un mini-premio di 300 euro, più che dimezzato rispetto a quanto previsto a luglio (600-750 euro a seconda dei livelli). «Servirà per pagarci lo sciopero», commentano gli operai.
Il risultato politico però c’è: «Abbiamo la solidarietà degli enti locali e anche questo non era scontato», sottolinea un sindacalista che in cantiere si è fatto le notti. Lo ha detto chiaro e tondo il sindaco Marta Vincenzi, lo ha ribadito il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando: «Genova è Sestri Ponente, Genova è Fincantieri, non si può ridimensionare il cantiere»; e che sarà difeso fino all’ultimo lo dimostra la tenacia di quattro notti dormite nella palazzina della direzione, cinque giorni d’occupazione, un corteo in città e due blocchi stradali a Sestri Ponente. Un filo diretto continuo con Ancona e Muggiano a La Spezia, gli altri due cantieri su otto puniti dalla dirigenza.
L’amministratore delegato della Fincantieri, Giuseppe Bono, giura che non si chiuderà nulla, ma viene preso per lo meno con sospetto. Con oltre 600 persone in cassa integrazione nel gruppo (123 solo a Sestri), sembra ormai chiaro che la crisi picchi e in molti vorrebbero vedere chiaro nei bilanci aziendali. Le commesse del 2010 per le navi crociera superlusso sono ferme a 6 o 7 navi e se non si arriva almeno a una dozzina non c’è trippa. Ieri pomeriggio il ministro allo sviluppo economico Claudio Scajola ha promesso che lo stato commissionerà navi guardiacosta, navi militari di appoggio alla logistica, si farà un’altra Oceania e magari anche i carceri galleggianti di cui si parla da mesi. Fim e Uilm hanno firmato un protocollo. La Fiom pensa che con le promesse non si mette insieme pranzo e cena e quindi non ha siglato.
L’assemblea di ieri mattina a Sestri è stata un fatto inedito in un cantiere di solito blindato, dove la stampa non entra mai, figuriamoci i cittadini. Invece ieri una fiumana di gente ai cancelli ha sfondato la barriera elettronica e spostato le transenne, messe ad arte da body guard schierati con fare minaccioso («il contratto di lavoro non prevede che un cantiere sia controllato da pistoloni», si commenta), al grido di «il cantiere è dei lavoratori», in centinaia sono corsi su per le scale che passano sulla ferrovia e invaso la sala mensa, «oggi riscaldata alla grande, di solito ci sono 10-12 gradi».
Arriva il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando. Arriva il sindaco Marta Vincenzi che davanti a una platea infervora e trascina. Dietro di loro c’è uno striscione «Pacta servanda sunt». Perché come ha commentato qualche giorno fa il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi, «il fatto preoccupante è che si tenta di delegittimare i sindacati facendo carta straccia di un accordo appena firmato». Era il premio d’efficienza per gli otto cantieri del gruppo Fincantieri (controllato dal ministero del Tesoro), dopo la consegna in tempo utile di una dozzina di meganavi.
«Altro che fannulloni – si dice e si ripete – Occupiamo per saldare. Occupiamo per dimostrare che il cantiere non si svende» e c’è chi come il segretario Fiom Francesco Grondona chiede le dimissioni dell’ad. Burlando domanda al governo di parlare dell’ampliamento del cantiere a mare previsto da un recente protocollo. Oggi il cantiere è fatiscente. Sotto la nave Oceania in costruzione, nel bacino ci sono sei bagni in container rialzati tipo cantiere edile. Metà dei gabinetti non funziona, una ventina di pitali per migliaia di lavoratori, anche 3mila con quelli delle ditte in appalto. Il capannone saldature è un colabrodo ed è a temperatura ambiente. Non c’è un solo locale riscaldato e così più d’uno sogna i modernissimi cantieri tedeschi dove le navi si fanno stando al caldo. Negli spogliatoi ci saranno una trentina di docce accanto ad armadietti vetusti. Anche lì la temperatura s’aggira sui 12 gradi. E per la sicurezza contro la febbre da zinco ogni lavoratore beve mezzo litro di latte prelevandolo da una macchinetta. Anche quella all’addiaccio come altre per la pausa caffè.

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(Il Manifesto) Rinaldini sul congresso CGIL

19 Dicembre 2009 Commenti chiusi
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Contratto dei Chimici. Quando il sindacato dice “Signorsì”

19 Dicembre 2009 Commenti chiusi

Contratto dei Chimici. Quando il sindacato dice "Signorsì"

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