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Archivio Ottobre 2011

Congresso PDCI : Diliberto: “Dateci i seggi e voteremo sempre la fiducia”,«non romperemo le scatole»

31 Ottobre 2011 Commenti chiusi

Pubblichiamo un articolo comparso il 30/10/11 sulla pagina web del quotidiano “l’Unità” sul congresso del PDCI e la proposta di un «un patto di legislatura» da parte di Diliberto a Bersani.

Unità del centro sinistra, della sinistra e dei comunisti: questo lo schema proposto dal segretario nazionale del Pdci, Oliviero Diliberto, nel suo intervento conclusivo al VI congresso nazionale del partito a Rimini. Diliberto ha ripercorso i temi affrontati venerdì scorso nella relazione introduttiva di fronte ai delegati nazionali. Primo il rapporto con il Pd e la necessità di «un’alleanza democratica delle forze progressiste» per «scacciare i mercanti dal tempio» ovvero per sconfiggere Berlusconi vista l’attuale «crisi del sistema democratico».
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Dopo il 15 ottobre. Il conflitto nell’epoca della ‘coesione sociale’ LA CROCIATA CONTRO LA VIOLENZA, IL COMPLOTTISMO E L’INESISTENZA DI UNA SINISTRA

31 Ottobre 2011 Commenti chiusi

di Marco Veruggio

Le vicende del 15 ottobre impongono una riflessione su alcuni temi che purtroppo la sinistra italiana ha messo nello sgabuzzino da decenni, un abbandono che non è privo di conseguenze su quanto è avvenuto in piazza a Roma. Sono tre in particolare gli interrogativi messi all’ordine del giorno: 1. come si analizzano i fatti, 2. come si analizza l’utilizzo mediatico dei fatti e infine 3. come si governa e si protegge una manifestazione. Cerco di sviluppare alcune riflessioni che nascono dall’osservazione in parte diretta degli avvenimenti, dalla visione di foto e video e dalle dichiarazioni di alcuni testimoni.

1. Che cosa è successo il 15 ottobre?

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Indignati. Ma contro chi e per fare cosa? Il problema non è solo Berlusconi. In Italia ci vorrebbe una RIVOLUZIONE

14 Ottobre 2011 Commenti chiusi

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di Marco Veruggio

Il 15 ottobre è la giornata di mobilitazione internazionale lanciata dal movimento spagnolo M15, i cosiddetti indignados. Siamo tutti indignati è vero, ma contro chi? Vogliamo tomar las calles, prenderci le strade, ma per fare cosa? Noi non siamo indignati soltanto con Berlusconi, ma con un sistema politico in cui l’opposizione critica il Governo impugnando contro di lui le relazioni delle agenzie di rating, gli ultimatum di Confindustria e le critiche del’Economist. Siamo indignati anche con quelli che si stracciano le vesti per il conflitto d’inte-resse, le intercettazioni, le escort e il giro della Padania, ma sostengono i bombardamenti in Libia e l’occupazione militare della Val di Susa e rispondono alla macelleria sociale di Tremonti e della BCE con la ‘coesione nazionale ‘ e il ‘senso di responsabilità’.

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Intervista con un lavoratore del cantiere di Sestri Ponente

14 Ottobre 2011 Commenti chiusi

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Ci spieghi brevemente le ragioni di questa nuova mobilitazione e quali sono le prospettive?

All’inizio dell’estate, la mobilitazione dei lavoratori aveva ottenuto il ritiro del piano industriale che, per la Liguria, prevedeva il drastico ridimensionamento del cantiere di Riva Trigoso e la chiusura di quello di Sestri Ponente. Dopo alcuni mesi di silenzio, durante i quali la crisi produttiva si è aggravata, la direzione del gruppo dimostra nei fatti di aver mantenuto gli stessi obiettivi, solo cambiando tattica. Senza elaborare un nuovo piano industriale, cerca d’intavolare trattative, cantiere per cantiere, cominciando da quelli che non hanno immediati problemi di carico di lavoro. Impone così pesanti e immotivati tagli occupazionali e ottiene mano libera all’interno dei luoghi di lavoro. In un clima di paura, purtroppo i lavoratori di Monfalcone hanno ceduto al ricatto, così come FIM e UILM a Riva Trigoso e al Muggiano (La Spezia), mentre i sindacati e i lavoratori di Ancona, pur in difficoltà per la mancanza di lavoro, hanno avuto il coraggio di resistere. Su Sestri Ponente invece continua il silenzio.

A questo punto il piano dell’amministratore delegato per Sestri è abbastanza chiaro: attendere il completamento dell’ultima nave, che è previsto per la primavera prossima, per trovarsi così con il cantiere chiuso nei fatti.

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Fincantieri – Protesta a Genova, intervista a Manganaro (Fiom)

12 Ottobre 2011 Commenti chiusi
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Fincantieri, rischiano in 2000: “Stipendio medio 1200 euro, ma è la nostra vita”

7 Ottobre 2011 Commenti chiusi

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Genova. “Dentro Fincantieri adesso c’è solo tanta rabbia. Stiamo parlando della vita e del futuro di migliaia di lavoratori di 50 nazionalità diverse, non sono pochi”.  Bruno Manganaro, segretario Fiom Cgil di Genova, ha gli occhi stanchi di chi non dorme da molti giorni, ma la tensione e la voglia di lottare si percepiscono in ogni sua parola.  “Il cantiere ha garantito la pace sociale nel corso degli anni tra tanti soggetti diversi. Se veramente Fincantieri chiuderà, proprio come gridavano i lavoratori l’altro giorno in corteo, “ci toccherà andare a rubare” e non è certo quello che vogliamo”.

Manganaro, in quanti rischiano il posto?
II dipendenti sono 750. Poi ci sono i lavoratori delle ditte di appalto, che sono circa 1000, ma quando ci sono le commesse e si lavora a pieno regime arrivano ad essere anche 2000-2500. Prosegui la lettura…

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Vertenza Fincantieri, a Sestri occupazione a oltranza: gli operai in prefettura. Burlando riceve una delegazione

5 Ottobre 2011 Commenti chiusi

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di Raoul de Forcade – Sole 24 Ore

Genova -Torna a infuocarsi la vertenza Fincantieri, in particolare sul fronte degli stabilimenti liguri. Ma si evidenzia anche una spaccatura tra sindacati, con la Fiom da una parte e Fim e Uilm dall’altra e qualche divisione perfino all’interno dei metalmeccanici della Cgil. Ieri operai e maestranze dello stabilimento Fincantieri di Genova Sestri Ponente hanno occupato il cantiere che, ha affermato Bruno Manganaro della Fiom-Cgil genovese, «rimarrà occupato a tempo indeterminato».

I dipendenti diretti e delle aziende in appalto, ha spiegato Manganaro, «sono fortemente preoccupati per il loro futuro occupazionale e per quello del sito produttivo. La mancanza di commesse e la sottoscrizione di un accordo (si veda il Sole 24 Ore del 2 ottobre, ndr) tra Fim, Uilm e azienda su Riva Trigoso e Muggiano (la Spezia), che di fatto esclude Sestri e, in prospettiva anche Riva, sono elementi che contribuiscono a far salire la tensione tra i lavoratori». La protesta ha comportato anche il blocco temporaneo del casello di Genova Ovest e la chiusura di un tratto di autostrada.

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Genova. Cantiere occupato. I lavoratori paralizzano la città

3 Ottobre 2011 Commenti chiusi

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Fincantieri, il corteo dei lavoratori ritorna a Sestri:

“Occupazione ad oltranza”

Genova. Agg.h.15.44. Il corteo dei lavoratori Fincantieri sta tornando verso lo stabilimento di Sestri Ponente dove, stamattina, l’assemblea dei dipendenti ha deciso l’occupazione ad oltranza. Via Cantore, sulla carreggiata in direzione ponente, attualmente è bloccata al traffico. Disagi anche in direzione levante dovuti al blocco di questo pomeriggio sull’elicoidale in prossimità del casello autostradale di Genova Ovest. Prosegui la lettura…

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