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Archivio Dicembre 2011

Sinistra,svegliati ! Rompere col partito della FIAT del Tav e delle privatizzazioni

22 Dicembre 2011 Commenti chiusi

di Redazione

E’ l’impostazione complessiva iniziale della prima manovra varata da Monti che indica l’orientamento di classe del Governo e tale impostazione non cambia certo attraverso qualche emendamento parlamentare. Monti accetta senza fiatare il veto di Berlusconi sulla patrimoniale e sull’aumento dell’aliquota IRPEF del 43% sui redditi superiori a 75mila euro, ormai l’unica imposta (moderatamente) progressiva del nostro sistema fiscale. Crescono invece tutte le imposte indirette, cioè quelle che colpiscono in modo totalmente o parzialmente indipendentemente dal reddito. L’aumento delle accise sulla benzina porterà 4 mld di euro l’anno, la nuova ICI 4 mld, l’IVA 16 mld in due anni.

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Da ‘auguri professore’ allo sciopero generale. E poi? La CGIL nell’era Monti : la ricreazione é finita…

22 Dicembre 2011 Commenti chiusi

 di Antongiulio Mannoni

‘Auguri, Professore’. Così Rassegna Sin-dacale CGIL salutava pochi giorni fa l’avvento del Governo Monti, riflettendo uno stato d’animo comune a gran parte del suo apparato (meno della sua base), sollevato dalla caduta di Berlusconi e colmo di aspettative verso il nuovo esecutivo. Eppure, sarebbe bastato consultare le biografie del nuovo capo del Governo e dei suoi Ministri, ascoltare con attenzione il suo discorso di insediamento, rileggersi qualche sua dichiarazione a proposito del sistema di relazioni industriali, dell’Art.8, di Marchionne e della FIOM, per capire quale tipo di scenario si sarebbe aperto per i lavoratori e il sindacato solo pochi giorni dopo.

Il gruppo dirigente della CGIL, dunque, conferma anche in questa occasione una drammatica incapacità di lettura dei processi in atto, della crisi e di come questa sta trasformando gli equilibri e i rapporti tra le grandi potenze eco-nomiche mondiali, la condizione di vita e reddito di milioni di lavoratori, giovani, precari, pensionati non solo nel nostro paese, coltivando l’illusione che il maggior sindacato italiano possa attraversare questa fase senza essere anch’esso profondamente intaccato e trasformato da questi fenomeni.

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L’attacco alle pensioni è solo il primo passo Ancora una volta il lavoro al centro dello scontro

22 Dicembre 2011 Commenti chiusi

 di Piero Acquilino

Il fittissimo polverone, fatto di ‘governi tecnici’, baratri imminenti e diktat internazionali, che invade in questi giorni le nostre vite, rischia di non farci vedere qual è il filo che lega insieme la politica padronale in questo periodo: la metodica distruzione delle conquiste dei lavoratori, per ricostruire i margini di profitto erosi dalla crisi. Intorno a questo è sorta una vera nuova ‘santa alleanza’, che muove le proprie armate contro il mondo del lavoro e alla quale partecipano istituzioni internazionali (la BCE e il FMI), forze politiche (a vario titolo, quasi tutte), forze sociali (la Confindustria, va da sé, ma an-che buona parte del campo sindacale confederale, CISL e UIL in testa) e i mezzi d’informazione che, per l’occasione, sono disposti ad accantonare le fiere contese sulla persona di Silvio Berlusconi, per piegarsi alle esigenze del mercato globale.

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(Manifesto) In Kazakhstan è strage. Il VIDEO della polizia che spara sulla folla

18 Dicembre 2011 Commenti chiusi
  • Col passar delle ore si prospetta sempre più drammatica la situazione nella provincia petrolifera del Kazakhstan, dove la repressione del regime contro gli operai in sciopero potrebbe aver causato 70 morti e centinaia di feriti nella città di Zhanaozen e dove arrivano voci di rivolte di massa in diverse città. Le comunicazioni telefoniche e via internet sono state bloccate dalle autorità, che hanno inoltre messo praticamente tutta la regione di Mangystau in stato d’assedio, con posti di blocco lungo le strade di accesso. Tre giornalisti russi che stavano indagando sugli avvenimenti di questi giorni sono stati arrestati. Il bilancio ufficiale dei “disordini” di venerdì, il cui contorno comincia a chiarirsi con le testimonianze che filtrano dalla zona isolata, è ancora fermo a 13 morti e 86 feriti, ma diversi sindacalisti e testimoni oculari affermano che le vittime dovrebbero essere molte di più, almeno 70, e i feriti contarsi a centinaia. Quel che è peggio, la repressione sta continuando con arresti in massa e anche con nuovi scontri e sparatorie. A prender parte alle azioni, che sembrano mirate a stroncare definitivamente una protesta operaia in atto da sette mesi, sono stati chiamati anche reparti d’assalto dell’esercito. Da parte loro gli operai, in gran parte appartenenti all’azienda petrolifera OzenMunaiGas, avrebbero risposto proclamando nuovi scioperi “a gatto selvaggio” che coinvolgono gran parte delle attività petrolifere nella regione e con azioni di sabotaggio – pare ad esempio che abbiano divelto le rotaie su interi tratti della ferrovia che serve per trasportare petrolio e macchinari. Nella capitale regionale Aktau sono stati segnalati scontri fra manifestanti e polizia, e anche ad Almaty, la città più importante del Kazakhstan, ci sono state manifestazioni di protesta per la sanguinosa repressione, le cui notizie cominciano a circolare in tutto il paese nonostante la censura dei principali media. Prosegui la lettura…
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Caro Ferrero, o stai con Cremaschi o stai con Bersani…

18 Dicembre 2011 1 commento

Opposizione a Monti: armiamoci e partite...

Pubblichiamo questa lettera aperta inviata da 20 dirigenti nazionali della sinistra di Rifondazione a Ferrero. Nelle sue conclusioni al dibattito svoltosi al congresso nazionale di Napoli, due settimane fa, il segretario di Rifondazione indicava la necessità di sostenere il movimento No Debito e di contribuire alla riuscita della manifestazione del 17 dicembre a Roma. Meno di una settimana dopo il consiglio nazionale della Federazione della Sinistra approvava – con i voti contrari delle sole compagne Previato e Forenza – la convocazione di una manifestazione contro il governo Monti il 18 dicembre a Roma. Un modo curioso di sostenere il movimento. All’assemblea dei NO Debito peraltro una fugace visita di Ferrero, pochi rappresentanti della maggioranza di Rifondazione e nessun intervento della segreteria nazionale. Se questo è il modo di iniziare la stagione dell’opposizione a Monti siamo ben messi…

Lettera aperta al segretario del Prc Paolo Ferrero

Caro Segretario,

abbiamo appena concluso un congresso del nostro partito che ci ha visto su mozioni distinte, tuttavia i fatti hanno la testa dura: la crisi del capitalismo e la gestione che ne fanno le classi dominanti spinge il partito ad assumere una posizione di contrasto netto al governo Monti. Siamo tutti d’accordo con la necessità di costruire la più ampia opposizione al governo, che peraltro ha appena varato una delle manovre economiche più classiste dei tempi recenti. Prosegui la lettura…

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Domani seconda assemblea nazionale No Debito

16 Dicembre 2011 Commenti chiusi

Il governo “tecnico” con la sua manovra del 4 dicembre sferra una feroce aggressione contro i ceti popolari, le lavoratrici e i lavoratori.
Viene distrutto il sistema pensionistico, si obbligano i lavoratori e le lavoratrici anziane a restare al lavoro 1-2-3, fino a 6 anni in più, per arrivare più tardi a pensioni più basse. I pensionati vengono lasciati indifesi nei confronti di un’inflazione che tende a crescere (è già al 3,5%). I giovani (che vengono spudoratamente presentati come i beneficiari della manovra) troveranno sempre più i posti di lavoro occupati da anziani a cui è vietato andare in pensione.
Vengono aumentate le tasse che colpiscono lavoratori e redditi medio bassi (l’IVA, le addizionali Irpef locali, le accise sulla benzina, l’ICI sulla prima casa, i ticket sanitari.
Vengono ulteriormente tagliati i finanziamenti alle regioni e agli enti locali (- 5 miliardi) mettendo a rischio tutti i servizi pubblici (dalla sanità ai trasporti).
E presto arriverà la riforma del mercato del lavoro, con la promessa cancellazione dell’articolo 18…
Nel frattempo i ricchi non vengono toccati, anzi, una parte delle risorse tagliate ai ceti popolari andrà a coprire gli sgravi fiscali per le aziende, consentendo ai padroni più lauti profitti.
Il ceto politico si autotutela, conservando tutti i suoi grassi privilegi.
Sottraendo diecine e diecine di miliardi al reddito dei cittadini, inoltre, la somma delle manovre di Tremonti e di Monti aggraverà la recessione già in atto facendo perdere altre centinaia di migliaia di posti di lavoro.
Diamo appuntamento a tutte e a tutti a Roma
il 17 dicembre alle ore 10.00
per costruire l’opposizione
sociale e politica al governo delle banche

Teatro Tendastrisce
via Giorgio Perlasca 59

(via Collatina angolo v. P Togliatti)

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L’Eurozona nell’abisso?

7 Dicembre 2011 Commenti chiusi

di Lynn Walsh

L’Eurozona è a un punto di svolta. I leader dell’UE sono allo sbando e non hanno alcuna chiara strategia per risolvere la crisi. La frammentazione dell’euro potrebbe innescare un’altra profonda crisi finanziaria e una recessione economica mondiale.

In Europa tutto si è trasformato nel suo contrario. L’euro avrebbe dovuto accelerare l’integrazione dei paesi membri e creare una zona di stabilità monetaria. Invece è diventato oggi la principale fonte di instabilità e di crisi dell’economia mondiale. In seguito alla crisi dei mutui subprime e al crollo del sistema bancario nel 2007-2008, le banche si sono buttate sui titoli di Stato, un investimento che appariva senza rischi. Ora le banche, anche quelle americane, si trovano di fronte a perdite potenzialmente catastrofiche a causa della crisi dei debiti sovrani nella zona euro. L’Unione Europea, rafforzata dall’unità monetaria, avrebbe dovuto superare gli antagonismi nazionali in Europa e ad assicurare il continente contro un’eventuale egemonia tedesca.

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Il governo ‘tecnico’ degli speculatori è servito Vittime designate lavoratori, pensionati, giovani senza futuro Contro la BCE e i suoi prefetti Uno sciopero generale europeo

4 Dicembre 2011 Commenti chiusi

di Redazione

‘Oggi stiamo assistendo – non è un paradosso – al grande successo dell’Euro. E qual è la manifestazione più concreta del grande successo dell’Euro? La Grecia’ che ‘è costretta a dare peso alla cultura della stabilità e sta trasformando se stessa’ e costituisce dunque ‘un caso di scuola’. Così si esprimeva il 26 settembre scorso Mario Monti, Presidente del Consiglio in pectore nel momento in cui stiamo scrivendo questo editoriale. In poche parole è condensata la mission del cosiddetto ‘governo tecnico’. Decine di migliaia di licenziamenti, tagli alle pensioni e ai servizi pubblici nel linguaggio eufemistico della tecnocrazia diventano ‘cultura della stabilità’. Se il cosiddetto governo tecnico verrà varato – il che al momento non mi sembra così scontato – è chiaro che si annuncia un vero e proprio uragano e compito della sinistra sarebbe innanzitutto far capire alla propria gente la gravità del pericolo e predisporre una strategia difensiva. Se lo scopo di Monti e della sua banda di tecnocrati è ‘fare come in Grecia’ allora anche noi dobbiamo preparare una mobilitazione alla greca, riflettendo però anche sui limiti e le contraddizioni del movimento greco. Perché è un dato di fatto che in quel paese più di dieci scioperi generali, gli ultimi di 48 ore, non sono riusciti a fermare l’offensiva della BCE.

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La sinistra italiana nel dopo Berlusconi

4 Dicembre 2011 Commenti chiusi

di Marco Veruggio

Dopo il dimissionamento coatto di Berlusconi da parte dei mercati finanziari al centrosinistra e a una parte della sinistra viene a mancare una gallina dalle uova d’oro, colui in nome del quale per 17 anni è stato possibile giustificare le più spericolate acrobazie, le alleanze più contro natura, la più spregiudicata cancellazione dei propri valori di riferimento. Ciò avviene non attraverso l’urna elettorale, ma grazie all’invio di un commissario mandato dall’Europa, di un settimo cavalleggeri spedito in soccorso degli esangui rappresentanti del capitalismo nostrano, incapaci – lo dice Standard & Poor’s – di risolvere di netto i problemi dell’economia italiana superando le resistenze delle corporazioni e soprattutto dei lavoratori e del sindacato. Mentre Mario Monti definisce la Grecia un esempio di scuola della bontà dell’euro e il 61% degli italiani – secondo un sondaggio Demopolis – pensa che l’Italia sia a rischio Grecia e il 48% teme per i propri risparmi, come si preparano i principali partiti e le principali organizzazioni italiane a questa nuova inaspettata svolta?

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Tunisia. Il partito islamista vince le elezioni Ma le contraddizioni della società possono riesplodere

1 Dicembre 2011 Commenti chiusi

di Giuliano Brunetti

Il 23 ottobre si sono svolte in Tunisia le elezioni per l’Assemblea Costituente. La nuova Assemblea ha il compito di riscrivere la costituzione, scegliere un nuovo governo provvisorio e di fissare le date per le elezioni parlamentari e presidenziali. Dopo decenni di dittatura e di elezioni farsa, queste elezioni hanno rappresentato per molti tunisini la prima occasione nella loro vita di esprimere un voto senza già conoscere il risultato falsificato in anticipo dal regime. L’enorme affluenza al voto va letta come il tentativo consapevole di importanti settori popolari della società  fortemente politicizzati dalla rivoluzione di esercitare un diritto che non avevano mai avuto, per poter decidere finalmente sul loro futuro senza che siano le élites a scegliere per tutti.
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