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Archivio Marzo 2013

Sud Africa. 600 delegati fondano un nuovo partito dei lavoratori

25 Marzo 2013 Commenti chiusi

‘Un nuovo partito ha fatto la sua entrata sulla scena politica’: così la stampa sudafricana ha raccontato il lancio del Partito Socialista dei Lavoratori (WASP). Più di 500 lavoratori e attivisti hanno assistito all’assemblea di lancio tenutasi a Pretoria il 21 marzo. I delegati erano così numerosi che molti hanno dovuto assistere ai lavori nello spazio attiguo a quello che era stato scelto come sede.  Fra gli oratori Weizmann Hamilton, segretario generale del Democratic Socialist Movement (sezione del CWI in Sudafrica)  e Elias Liba, del cooordinamento nazionale dei comitati di sciopero dei minatori, le due organizzazioni che avevano preso l’iniziativa di fondare il nuovo partito. Hanno parlato anche  Ephraim Mphahlela, presidente del NATAWU, sindacato nazionale dei trasporti, una delle organizzazioni che sta sostenendo la creazione di WASP e Joe Higgins, parlamentare del Socialist Party irlandese.

Il partito è nato dallo sciopero dei minatori dell’anno scorso, che ha visto il massacro di 34 lavoratori da parte della polizia vicino alla miniera di Marikana. ‘Il massacro ha mostrato quale infido ruolo svolgano il governo capitalista (dell’African National Congress) e il sindacato di categoria dei minatori (NUM)’ ha detto Weizmann. ‘I lavoratori sono soli e devono recuperare la propria indipendenza di classee la propria autonomia politica: non c’e’ alternativa’. ‘L’obiettivo di WASP è la creazione di una società socialista’.

WASP ha annunciato che presenterà i propri candidati alle elezioni del 2014, con una piattaforma politica che contempla la nazionalizzazione del settore minerario e delle principali leve dell’economia sudafricana.  Ma si tratta soprattutto di un partito basato sulla lotta. Le priorità immediate sono  organizzare le lotte per difendere i posti di lavoro dei minatori e per un’educazione gratuita.

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Rifondazione Comunista Squadra che perde non si cambia Ferrero si dimette, ma mica sul serio

12 Marzo 2013 Commenti chiusi

 di Marco Veruggio, Comitato Politico Nazionale PRC, ControCorrente

La relazione di Ferrero. Dopo la disastrosa avventura elettorale di Rivoluzione Civile, il CPN di sabato e domenica, pur svolgendosi nella Sala del Risorgimento dell’Hotel D’Azeglio a Roma, è riuscito a fugare qualsiasi speranza in un sussulto di buon senso. Dopo le elezioni la segreteria nazionale di Rifondazione aveva comunicato le proprie dimissioni e, forte del 2% raccolto nelle urne, aveva autorevolmente espresso l’intenzione di proseguire con Rivoluzione Civile, anche a rischio di un’overdose. Sabato Ferrero si è presentato con una lunga relazione, in cui ha fatto la parte del boia e dell’impiccato, ha spiegato le scelte politiche fatte in questi mesi, si è criticato da solo e ha tracciato la strada da seguire per rimediare ai danni che lui stesso ha causato, facendo intendere che la responsabilità non è solo sua e che quindi Claudio Grassi, suo principale antagonista nella maggioranza che ha diretto (si fa per dire) Rifondazione in questi anni, c’ha poco da criticare. Secondo Ferrero il gruppo dirigente ha sbagliato, ma non è sicuro che si potesse fare diversamente. Rifondazione è stata ‘travolta nel crollo della Seconda Repubblica’ e dall’assenza del conflitto di classe nel nostro paese (che ha penalizzato la sinistra italiana rispetto a quella greca e francese) e ora ci vuole un lungo periodo di ‘seminari’ per approfondire le ragioni della sconfitta prima di andare a una discussione congressuale vera e propria. Ferrero ha riconosciuto che il successo di Grillo è in gran parte frutto del vuoto a sinistra, si è augurato che il M5S trovi un accordo di governo col PD e ha proposto di incalzare entrambe con lo slogan ‘loro giocano, mentre il paese va a rotoli’. In altre parole Ferrero si propone a Grillo come consulente esperto nella demolizione di partiti, consigliandogli di adottare col PD la stessa tattica che in questi cinque anni ha consentito a lui e a Grassi di trasformare Rifondazione in un gruppo extraparlamentare paratrotskista. La proposta di andare avanti con Rivoluzione Civile non è stata ripresentata e Ferrero ha detto che il PRC non si scioglie, ma bisogna ridiscutere radicalmente il suo ruolo. Insomma una nuova quadratura del cerchio destinata a infondere nuovo entusiasmo nei disorientati militanti di base.

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