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Archivio Aprile 2013

Opinione di ControCorrente. Il piccolo regime

29 Aprile 2013 Commenti chiusi

ControCorrente

L’economista bocconiano ed editorialista de La Stampa Franco Bruni scrive oggi sul quotidiano della FIAT un lungo articolo, in piena sintonia com la stagione della ‘responsabilità nazionale’, in cui affronta tra l’altro il delicato nodo dei rapporti tra Governo e mezzi di comunicazione, già sollevato da Napolitano alla nascita dell’esecutivo politico-tecnico di Letta. Bruni mette in guardia dall’abitudine dei media ‘di segnalare ogni mezza mossa, di annunciare piatti ancora scotti, di rivelare le discussioni tra cuochi’ e consiglia dunque di organizzare incontri periodici tra Governo, gruppi parlamentari e giornalisti. Scrive Bruni che ‘al di fuori di questi incontri servirebbe discrezione e riservatezza’ e aggiunge ‘molto delicata sarà la comunicazione circa l’agenda delle riforme istituzionali’, che ‘meriterà spiegazioni non facili di fronte all’opinione pubblica’.

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Multiservizi: per i lavoratori una nuova tegola

26 Aprile 2013 Commenti chiusi

Sabato prossimo ci sarà l’inaugurazione di quello che pomposamente viene definito “ilsalotto di Frosinone”. Ebbene, mentre il sindaco e la sua maggioranza si accomoderanno sulle poltrone del nuovo salotto, tra un aperitivo e una foto ricordo, fuori dal salotto ci saranno 140 famiglie, quelle dei lavoratori della Multiservizi, che invece dovranno pensare a come continuare ad andare avanti senza quel lavoro di cui il sindaco ha deciso di privarle, dimostrando verso i lavoratori un’arroganza tale da pareggiare in dimensio sol il servilismo dimostrato dall’amministrazione verso i privati a cui è stato deciso di affidare i servizi pubblici della città.

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Ferrero-Vendola contro l’inciucio PD-PDL? Allora uscite dalle giunte col PD!

21 Aprile 2013 Commenti chiusi

L’OPINIONE di ControCorrente

E’ successo quello che doveva succedere. Tra un anziano azzeccagarbugli e un vecchio burocrate amico dei poteri forti hanno scelto il secondo come migliore garante del dominio capitalistico europeo sull’Italia e dunque, oggi di un governissimo in grado di mettere insieme i resti del PD e Berlusconi, da subito fautore della riconferma di Napolitano, forse in ricordo dei bei tempi andati, quando il Cavaliere finanziava generosamente la corrente ‘migliorista’ del PCI milanese. D’altra parte in un quadro di irrigidimento di quel dominio e tuttavia di stagnazione del conflitto sociale perché mai le cose sarebbero dovute andare diversamente? Gli unici che si stupiscono sono i leader della sinistra. Vendola, stizzito, si accorge che il centrosinistra è finito e dopo le ‘fabbriche’ apre il ‘cantiere’, insieme all’ex ministro di Monti, Fabrizio Barca. Ferrero ieri lanciava SMS ai dirigenti di Rifondazione, invitandoli a mobilitarsi davanti alle prefetture contro il governo di larghe intese PD-PDL, con cui – aveva dichiarato il giorno prima – il centrosinistra finisce nella spazzatura. Se veramente vogliono salvaguardare una presenza di sinistra in Italia c’è una sola cosa da fare, subito: dire che Rifondazione e SEL escono da tutte le giunte dove siedono in maggioranza col PD. Sennò si tratta solo di una delle solite fanfaronate. E nella spazzatura ci finiscono loro. Anzi ci sono già.

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I 10 ‘saggi’ e il fallimento della borghesia italiana

3 Aprile 2013 Commenti chiusi

Ex funzionario UE, commercialista bocconiano, dirigente Bankitalia, magistrato, avvocato cassazionista, docente universitario e presidente dell’ISTAT, docente alla LUISS, giudice costituzionale, politico di professione: è il pedigree dei 10 vecchi tromboni nominati dal padre di tutti i vecchi tromboni per le prove tecniche di grande ammucchiata: rianimazione per Monti, eutanasia per Bersani, salvagente giudiziario a Berlusconi. Una classe dirigente fallimentare, a cui una fallimentare borghesia chiede di ‘trovare la soluzione’, mentre il paese è sull’orlo della catastrofe sociale, che loro hanno prodotto. Un fallimento che investe le classi dominanti e lo stesso Stato, con tutto il suo armamentario di forme e tradizioni istituzionali, incartapecorite e pronte ad andare all’aria: Monti, nominato senatore e assunto al governo per grazia ricevuta, votato dal 7% degli italiani, viene per grazia ricevuta prorogato. E affiancato da 10 ‘saggi’, tra cui quel Giovannini, presidente dell’ISTAT, cui lo stesso Monti aveva chiesto di comparare il costo di un parlamentare italiano a quello dei suoi omologhi europei. Dopo mesi di studio ‘matto e disperatissimo’ risponde: ‘Non ci riesco’ e oggi viene promosso a pieni voti dagli stessi che vogliono la meritocrazia a scuola.

 

Da questa crisi sistemica che colpisce la borghesia italiana, l’establishment europeista, le classi dirigenti – dentro la crisi dell’Euro e la peggiore crisi del capitalismo – non si esce con saggi, governo del Presidente, larghe intese, appoggio esterno di Grillo, Napolitano bis ecc. Se ne esce o passando per una lunga stagione di massacro sociale (e lo spettro di una guerra all’orizzonte) o con un’alternativa di governo vera, non la coalizione Tizio+Caio, ma qualcosa in grado di strappare il volante al ceto parassitario che in questi anni è vissuto sulle nostre spalle. Un governo espressione di chi produce la ricchezza di cui loro si appropriano, spassandosela e dilapidandola. L’oscillare di Grillo di fronte alle scelte di Napolitano nasconde una sua difficoltà. L’incapacità dei partiti di sinistra di incunearsi in questo spazio, invece di fare polemiche imbecilli con Grillo, conferma che sono diretti da un gruppo di dementi, ma indica anche che, appunto, c’è uno spazio, lasciato vuoto anche dal M5S, da occupare.

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