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Solidarietà con i facchini contro gli ignobili licenziamenti politici. Per la difesa del diritto di sciopero e di protesta contro le cooperative razziste

2 Giugno 2013

Sabato 1° Giugno si è svolta a Bologna la manifestazione dei facchini della logistica in lotta contro i licenziamenti di 41 compagni puniti per la loro adesione agli scioperi degli ultimi mesi e per la loro appartenenza al SI. Cobas inviso ai padroni delle coperative. Pubblichiamo il testo del volantino distribuito dall’Associazione ControCorrente al corteo.

Negli ultimi giorni, sono arrivate 41 lettere di licenziamento per i facchini della Granarolo e della Cogefrin dell’interporto di Bologna. Ai lavoratori tutti di origine immigrata viene contestata la partecipazione agli scioperi della logistica degli scorsi mesi. I facchini che hanno scioperato contro la decurtazione del 35% del loro stipendio motivato da un presunto ‘stato di crisi’ sono stati sospesi dall’azienda che li ha accusati di aver arrecato danno all’immagine dell’azienda, molti di loro sono accusati di aver parlato della loro situazione con giornalisti.

A molti dei facchini che hanno ricevuto la lettera di licenziamento è stata prospettata la riassunzione in caso di passaggio dai Cobas alla Cgil. Si tratta di una violazione gravissima del diritto di sciopero e del diritto dei lavoratori di scegliersi i propri rappresentanti sindacali. Scioperando, i facchini della logistica hanno rotto quell’equilibrio costruito tra i ‘padroni amici’ delle coperative e i sindacati concertattivi. I proprietari sono terrorizzati che questo equilibrio possa rompersi di nuovo e puniscono con l’esempio i facchini che non abbassano la testa. L’aggressione dei padroni è resa ancora piu’ odiosa dal fatto che a causa della Legge Bossi-Fini la perdita del lavoro significa la perdita del permesso di soggiorno per molti facchini che hanno figli e famiglia in Italia.

L’ Associazione ControCorrente esprime solidarietà e vicinanza nella lotta ai facchini ‘colpevoli’ di aver tentato di difendere un loro diritto. Il diritto allo sciopero è una conquista fondamentale del movimento operaio e non puo’ essere messo in discussione dai padroni di Granarolo e LegaCoop.

Lottiamo tutti e tutte

  • Per l’assunzione immediata dei 41 facchini licenziati

  • Per l’estensione e il rafforzamento della cassa di solidarietà con gli operai licenziati

  • Per un aumento immediato del 35% del salario

  • Per la difesa del diritto di rappresentanza nelle fabbriche, i sindacati li devono scegliere gli operai non i padroni

  • Per la difesa del diritto di sciopero

  • Contro la concertazione e i ‘padroni amici’ le fabbriche a chi lavora

  • Contro il clima di terrore e di intimidazione nelle fabbriche

  • Contro il razzismo, per l’abrogazione immediata della Bossi-Fini

 

 

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